Caro Walter,
abbiamo deciso su due piedi di scrivere questa lettera. Così, in sei seduti a tavola una sera di fine inverno, con la delusione di avere visto cadere un governo fortemente voluto ma mai amato, e il terrore di vedere ancora un governo né voluto e tantomeno amato. Tra il primo e il secondo, in realtà, è un terzo motivo quello che ci ha convinti a scrivere. Il più semplice: i consigli di cittadini che non hanno nessuna intenzione di rinunciare all’idea che il proprio riferimento politico voglia ascoltarli.
Paola – mamma, nonna e insegnante appena pensionata – ha il terrore che per cercare di prendere i voti del centrodestra tu ti dimentichi di rivolgerti al tuo popolo, quello che è sempre stato di sinistra e che ha avuto la fortuna di sentirsi popolo, il gabbiano ipotetico di Gaber. Ci sono invece intere generazioni che questa fortuna non l’hanno mai avuta e che invece in questo momento sono pronte per averla. È proprio parlando al tuo elettorato come se parlassi a tutti – con passione, passione vera, anche muso duro dice Rocco (ti ha conosciuto a Roma, San Lorenzo) – che potrai creare anche per loro una idea di popolo in cui identificarsi.
Beatrice – giornalista precaria – vuole che sia restituita dignità e nobiltà alla funzione politica. Anche tramite un leader. Il leader, l’uomo politico, deve essere migliore di chi lo elegge. E lo può fare solo circondandosi di migliori. La politica non può essere fatta dalle terze o dalle quarte file. La politica appartiene ai competenti e preparati, agli onesti – non servirebbe neanche dirlo, specifica Fede, anche lui giornalista, anche lui precario – e a chi ha un senso profondo del bene pubblico. La politica è un privilegio intellettuale e etico, ma non è fatta di privilegi materiali. Rocco sostiene che la politica è partecipazione. Sopra un certo livello diventa professione. Federico e Marta – medico specializzando – preferiscono pensarla come un lavoro. Per tutti, nonostante dieci minuti di discussione sui termini, la politica non è improvvisazione.
Per questo ci aspettiamo – lo dice Fabio, anche lui giornalista, ennesimo precario – che il partito democratico prenda una posizione – una – sulla laicità dello Stato, quella scritta nella nostra Costituzione. Preparati, perché sui temi etici sarai incalzato e messo alle strette per tutta la campagna elettorale. La risposta che ci aspettiamo è una affermazione di laicità. Solo questa può garantire a tutti i cittadini la libertà di esprimersi e di scegliere. La laicità è una opportunità e una tutela, soprattutto per chi crede. Cosa accadrebbe se la maggioranza degli italiani fosse musulmana? Non invocherebbero tutti gli altri la laicità altrimenti dimenticata dello Stato?
La campagna elettorale l’hai cominciata bene: bisogna andare da soli, e soprattutto hai cominciato bene dettando l’agenda senza subire le mosse dell’avversario. Continua a precedere, non passare i prossimi tre mesi rispondendo, non spendere il tempo ad assecondare le tattiche di giornalisti prezzolati.
Come avrai capito, a questa tavola la maggioranza si divide tra pensionati – Rocco tergiversa ma c’è quasi – e precari. Marta forse è l’unica che può tirare un sospiro, grazie all’aumento di stipendio – da 800 a 1800 euro – varato dal governo Prodi, però da questo mai pubblicizzato. Forse proprio grazie a questo sollievo Marta ha la capacita di farci pensare su cosa sia veramente la precarietà. Non è solo una questione di soldi, che pure sono importanti, la precarietà è l’impossibilità di poter pensare il futuro. Il lavoro crea un modo di stare al mondo. La precarietà ne crea un altro: quello del giorno per giorno, della mancanza di interesse, della mancanza di lungimiranza. Del chi me lo fa fare: perché seminare una pianta se non la puoi coltivare? Da qui l’egoismo, la frammentazione, anche l’antipolitica.
Sulla scuola, della cui centralità non dubitiamo tu sia consapevole, ci sarebbe da fare un discorso a parte. Verrebbe fuori un plico interminabile se lasciassimo a Rocco la libertà di parola necessaria… Possiamo dire, però, che solo la cultura fornita da una scuola autorevole può dare ai ragazzi gli strumenti per affrontare un mondo così complesso.
Last but not least (yes, we can!), sarebbe ora di avere una politica ambientale che non sia appannaggio di un partito ma che sia parte integrante di una vera progettualità, capace di superare i no preconcetti e di avere la lungimiranza di scontentare qualcuno per il bene di tutti.
Molte altre cose vorremmo aggiungere ma è passata la mezzanotte e Paola domani deve prendere un aereo. La partita, dice, è molto importante. Che sei persone si siano sedute a un tavolo – Federico era riluttante… – per dirtelo lo dimostra da sè.
Good night and good luck.
Beatrice, Fabio, Federico, Marta, Paola e Rocco
Febbraio 12, 2008 alle 10:59 am |
Condivido a pieno le vostre indicazioni ma il tono un po’ mesto della lettera mi fa capire che quella sera di buon vino ne avete bevuto poco e sapete meglio di me che non si deve mai essere parsimoniosi con i vizi………oppure lo reggete benissimo!?
Mi sento solo di far osservare a Paola, mia collega, che l’aumento ottenuto non proviene da un’ attenta politica sul lavoro del governo Prodi ma da un contratto che giaceva dal lontano 1991 e fatto valere da manifestazioni, scioperi ed impegno serio e compatto di una parte (purtroppo) degli specializzandi italiani, quelli che se ne sono infischiati dei veti e minacce di vari Professori e tirapièdi. Il governo, purtroppo, ha agito solo per necessità poichè consapevole del nostro lavoro essenziale svolto in quasi tutti gli ospedali italiani e ultimamente minato da una sempre più concreta possibilità di protesta e blocco delle attività. Pertanto il merito lo attribuisco a noi medici, che dopo 15 anni in cui siamo rimasti come i gabbiani ipotetici di Gaber, con le ali intorpidite e solo l’intenzione del volo, abbiamo scelto di partecipare.
Ps: dite alla Bea di procurarvi dell’ottimo Nobile di Montepulciano!! Salud Dinero y Amor a tutti!!
Febbraio 12, 2008 alle 11:04 am |
Sorry..intedevo Marta!! memorizzare sei nomi in 3 minuti per me è un serio problema…sarà l’età??
Febbraio 13, 2008 alle 6:36 pm |
Ciao Marta!
Bella l’idea del forum, e bella anche la chiacchierata dei 6 cittadini…
Personalmente vi vedo solo un po’ troppo fiduciosi nel buon vecchio Walter.
Io l’ho quasi odiato dopo aver letto il suo tremendo romanzo e lo guardo con molto scetticismo, anche se temo finirò per votarlo, visto che un voto più convinto al caro Fausto rischia di essere un regalo al Berlusca.
Il PD è una bella idea, ma aspetto con curiosità il suo programma di governo, che spero dia almeno qualche risposta ai vostri saggi suggerimenti.
Inoltre non condivido la scelta di andare da soli alle elezioni. Credo che un accordo programmatico chiaro con la sinistra sarebbe stato possibile e mi sembra che questa volta Rifnodazione abbia dato prova di lealtà e di buon senso (vedi la cacciata di Turigliatto). Un accordo era necessario anche questa volta, che piaccia o meno, perchè dall’altra parte Casini tornerà all’ovile con le coda fra le gambe, come ha sempre fatto, e non ci sarà partita se il PD lascia un 10% “sprecato” a sinistra.
Sarà dura…
Nel frattempo, che ne dici, cara Marta, di una prosecuzione del discorso davanti a qualche vivanda? C’è un ritrovo che aspetta di essere organizzato… Ciao!
Febbraio 15, 2008 alle 12:27 pm |
In culo alla balena ragazzi!
Ovviamente sono dei vostri.
Quoto chi dice che avevate bevuto troppo poco, anche se magari…. effettivamente… parlare a walter…. va fatto adagio… adagio…. senza fretta…
Guido
Febbraio 15, 2008 alle 7:31 pm |
E alla fine, sparecchiata la tavola e spento lo schermo, che cosa resta?
la luce delle candele? la malinconia di aver tenuto l’accendino in mano nonostante tutto?
Magari arriverà pure l’autografo di babbo natale, ma a cosa servirà?
aspettare cinque anni con l’idea che allora si, forse, ma – infondo in fondo- cinque anni dopo si sa già qual è il ritmo di quest tiptap dell’alternanza mascherato da voto, e allora?
crederci davvero?
ma davvero fidarsi della faccia dell’uno , del sorriso dell’altro, dei carrozzoni di tutti e due?
il povero giacomo disprezzava sia i topi che le rane
Febbraio 15, 2008 alle 10:26 pm |
Carissim* commensali,
(bella quest’idea un po’ cinquecentesca del dialogo a tavola, anche se qui più che di dibattito mi pare si sia trattato di singoli contributi, piuttosto concordi, di ognuno di voi…), leggendo il vostro messaggio (ma potremmo chiamarlo anche appello, o monito, o un legittimo “io ti prometto il mio voto, ma tu in cambio cosa mi dai?”) non posso non notare una divaricazione importante tra quello che ha mosso il vostro gesto e quello che invece si agita nella mia testa. La discriminante è la fiducia. In soldoni: mi incuriosisce una lettera a Veltroni. Per me il Pd è un partito di centro, Veltroni è un uomo “pacato e sereno” (cfr. Crozza), aperto ai “ma anche” (vd. copertina del “manifesto” di ieri), disponibile a inaccettabili compromessi, capace di affermazioni razziste (vd. la gaffe sui Rumeni, che posso perdonare a mio zio ma non a un personaggio pubblico e in una situazione così delicata come quella), in qualche modo cerchiobottista sui temi cruciali che davvero interessano a me: laicità dello Stato, welfare, NO ALLA GUERRA e ambiente.
Detto ciò, è ovvio che non lo equiparo a individui del centrodestra, per quanto viva circondata da persone che ritengono meno ipocrita dichiararsi apertamente neofascisti, neoliberisti, filoclericali, guerrafondai etc rispetto ad un atteggiamento come quello che finora gran parte dei rappresentanti del centrosinistra ha mantenuto. Su questo non ho dubbi, se la scelta fosse davvero aut Berlusconi aut il “vostro ospite”, beh….e sia! Per me si tratta solamente di capire – e ammetto di non essermi ancora sufficientemente documentata – se davvero un mio voto alla Sinistra arcobaleno porterebbe acqua alla destra.
Un abbraccio affettuoso! (e incrociamo le dita!)
Febbraio 16, 2008 alle 1:29 pm |
Per Ale: credo che il concetto di “impegno politico e civile” sia la chiave di svolta. Tu cosa proponi? Il nichilismo?
Febbraio 16, 2008 alle 4:18 pm |
Premessa:
Romeo e Giulietta si sono sposati solo da poche ore quando a Giulietta arriva la notizia che suo cugino Tebaldo è stato ucciso proprio da Romeo. Dopo aver inveito contro il suo amato ella si corregge e dice: “Dovrei dir male di chi è il mo sposo? Ah, mio povero signore, qual labbro sarà tenero pel tuo nome se io, che da tre ore sono tua moglie, l’ho già vilipeso?”
Considerazioni:
Amici, voi che mi conoscete sapete bene che ormai non mi scaldo più per nulla che non sia: a. mio figlio – b. mia moglie – c. la filosofia (Edu, per esempio, lo sa benissimo).
E però … e però … non possiamo sempre fare i freddi, i cinici e i distaccati.
Se non ci crediamo NOI e ORA, chi ci crederà mai?
Siamo o non siamo i promessi sposi del PD.
Se non lo siamo allora lasciamo perdere i blog, le piazze, le chiacchiere intorno al tavolo … parliamo d’altro che i problemi non ci mancano di certo.
Ma se lo siamo … allora ragazzi basta con i musi lunghi … basta con il benaltrismo.
Io penso che si possa e si debba vincere.
E chi meglio di Walterone (o come spesso dicono a me “va il terone”) può essere la guida.
Se non ci crediamo noi chi mai ci crederà?
E sforziamoci di guardare le cose in modo nuovo (mi riferisco soprattutto ai più ‘esperti’, come Paola e Rocco). Le cose seguono il loro destino e il loro tempo. Ormai siamo oltre la ’sinistra’ e la ‘destra’.
Conclusione:
Il PD può essere davvero una cosa nuova. Non è tanto questione di questo o quel partito, di corrente o correntone, di scissione o di fusione, … oggi, come sempre, la questione è sempre la stessa: esserci o non esserci. Se ci vogliamo sposare deve essere matrimonio d’amore, nella buona e nella cattiva sorte. Se non ci va di giocare la partita stiamo sereni che il mondo va avanti lo stesso. Io, per esempio, ho ancora una montagna di libri di Severino da leggere.
E però stasera penso a voi intorno a quel tavolo, penso a me, penso a mia moglie, penso a mio figlio … stasera non ho voglia di leggere.
Link:
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/attivati/default.htm
Febbraio 18, 2008 alle 10:46 am |
Era tutto molto convincente il cammino iniziale del pd….walter è un vero leader, la sua voglia di non essere più rissosi, il tentativo di dare risposte chiare….poi sul più bello….mi candidano Rutelli a Roma?! Ma porc….temo tuttavia che avranno lo stesso il mio scalpo visto che tutta la novità che ha saputo lanciare la cosa rossa è bertinotti leader….che per carità gli vogliamo bene, ma dai 55 in su se ne devono andare a casaaaaaaaaaaaaaaaa!
Febbraio 18, 2008 alle 10:22 pm |
Cari “commensali”, perdonate il mio scetticismo, che spero venga smentito, ma ho serie difficoltà a credere che questa discussione sia realmente accaduta se non nella mente di un competente addetto marketing alla campagna elettorale del buon walter. I motivi sono presto detti:
pur essendoci tra voi tre giornalisti, o presunti tali, non accennate minimamente alla totale mancanza di moralità della politica che non è quello che sostiene beatrice, se non nel paese delle favole. La politica appartiene ai competenti e preparati, agli onesti ? Ma dove? Siamo in italia, mica su saturno! Mastella era ministro di questo governo “fortemente voluto” oppure no? E il buon silvio con lo stalliere mafioso? Vabbè, la prossima volta farete meglio, lo so…
La precarietà è un dramma, altro che fonte di egoismo, e se la viveste sul serio altro che inneggiare a walter… E poi avete fatto uno scivolone pazzesco, veramente imperdonabile… non avete parlato del problema degli affitti che evidentemente, non rientrando nelle priorità elettorali, è meglio non trattare.
signori, così non va, questa è internet e ci vorrebbe un pò più di fantasia per riuscire ad essere credibili. come dite? anche voi siete a progetto?
Febbraio 19, 2008 alle 9:22 am |
Caro Catcher,
mi dispiace contraddirti, ma siamo proprio sei cittadini che si sono trovati a cena un venerdì sera a parlare di politica, e hanno deciso di scrivere una lettera per mettere da qualche parte i pensieri che ci trovavano in sintonia. Se fossimo addetti marketing del Pd, avremmo fatto un blog un po’ più carino di questo, e adesso staremmo inondando le mailing list di mezzo mondo…Se ti fa piacere, posso passarti privatamente i numeri di tutti noi e puoi verificare di persona.
Quanto alla moralità della politica, ne accenniamo e come! Proprio perché non siamo su Saturno l’affermazione che facciamo è un affermazione di principio. Noi non abbiamo detto che la politica è così adesso. Abbiamo descritto ciò che vorremmo che la politica fosse. Se poi questo non corrisponde a Veltroni nella tua immagine mentale, beh, non posso contraddirti: a ciascuno spetta il diritto di una idea di moralità. C’è chi la fa corrispondere a Berlusconi, chi a Dell’Utri. Qualcuno ci ha provato anche con Previti. Veltroni mi sembra comunque più in alto.
La precarietà: certo che è un dramma. E’ esattamente ciò che diciamo. Anzi, è talmente drammatica che non inficia soltanto il “qui ed ora”, ma anche ogni scelta per il futuro. In questo senso abbiamo parlato di egoismo: chiunque abbia fatto la fame per un po’ vive la tentazione di mandare tutti gli altri a quel paese, e non è solo l’individuo a vivere in povertà. E’ l’intera società che si impoverisce civilmente.
Quanto agli affitti: il nostro non era un programma elettorale, ma una serie di considerazioni che – nate a cena – si sono esaurite quando la cena è finita… Mica puoi pretendere che parliamo di tutto!!. Ci siederemo ancora attorno ad un tavolo e magari ne parleremo, ma ripeto: dovremmo essere veramente degli addetti marketing per prevedere di inserire ogni tema potenzialmente sensibile. Peraltro, se hai letto i punti del programma del Pd, gli affitti rientrano nel programma, quindi la tua obiezione decade da sè per involuzione logica.
Infine, permettimi una considerazione (tu ne hai fatte a noi, ne accetterai una?): ce l’hai una alternativa? O ti limiti allo scetticismo? Il motivo per cui abbiamo deciso di scrivere a Veltroni e di fare un blog è la volontà di partecipare, di incidere anche infinitesimamente sul processo della politica. Senz’altro siamo degli illusi, senz’altro abbiamo fatto di Walter il nostro idolo profano, ma almeno ci proviamo… Qual è la tua causa?
Torna a trovarci!
fabio, unodisei
Febbraio 19, 2008 alle 2:42 pm |
Comincio a risponderti dalla fine: la mia causa è la libertà, cioè la capacità di prendere scelte consapevoli non basate sugli ideali quanto sull’apprendimento e la relazione incondizionata. Collettivamente parlando stò imparando ad assumere le mie responsabilità sociali attraverso la modifica dei miei comportamenti “insostenibili”.
Dici di essere un giornalista quindi dovresti sapere meglio di me che la politica non è mai appartenuta ai competenti e preparati tanto meno agli onesti. Evocare una fantomatica era di onestà non serveirà a migliorare lo stato delle cose.E non si tratta di essere scettici quanto dis-illusi, consapevoli che la politica coincide con la gestione del potere. Lo diceva Machiavelli ne 1500 e prima ancora Cicerone (“un buon politico deve avere le giuste conoscenze, stringere mani, vestire in modo elegante, tessere amicizie clientelari per avere un’adeguata scorta di voti”).Il buon walter può dunque vantarsi di essere un ottimo politico: parliamo del sindaco di una città che in pochi anni è diventata fra le più costose d’italia, dove i palazzinari, finanziati dal sistema bancario, hanno potuto drogare il mercato immobiliare a piacimento, con una concentrazione spaventosa di alloggi sfitti e una viabilità da panico, urbanisticamente dominata dal vecchio e potentissimo gaetano caltagirone. Speculazioni che continuano grazie al prossimo piano regolatore in arrivo. Porto ad esempio l’area del pincio in centro (http://it.youtube.com/watch?v=Q7lvcfklRw8)
e tor sapienza (http://it.youtube.com/watch?v=WRWGbd9Hct8&NR=1). Ma queste cose non contano giusto? Sono solo pensieri “antipolitici” in libertà o sottigliezze che non sanno cogliere la rinnovazione che il pd rappresenta per l’italia?
Aspetto trepidante una vostra risposta.
Quanto ai precari, cui imputi la responsabilità sociale dell’imbarbarimento collettivo, dovresti sapere che non possono permettersi sentimenti come l’egoismo. Chiunque ha fatto la fame sa che l’egoismo è appannaggio di chi ha qualcosa e non di chi per NECESSITA’ è portato alla cooperazione.
Ancora non ci siamo, ma vedo che ci stiamo sudando il pane. Continuate così!!!
Febbraio 19, 2008 alle 4:08 pm |
Perdonami, ma le tue motivazioni non mi tornano, e non tornano proprio con la logica.
Se la tua causa è la libertà, goditela, ma non venire a dirmi come spendere la mia. Comprati una bandiera rosso-nera e mettiti una bandana… Quanto a Machiavelli e Cicerone, tanta competenza non lega con l’uso che fai degli accenti (stò?? Dimmi, lo scrive Machiavelli, o l’hai trovato nel libro delle citazioni di Cicerone?). In ogni caso, ti ripeto, qual è la tua causa? Una che possa condividere anch’io. Sei candidato? Sei in politica? Hai un partito che io possa votare? O sei uno di quelli che sbraitano contro il magnamagna della politica e poi non fanno niente per cambiarla perché vogliono essere liberi? Il popolo delle libertà è lì per te, in questo caso …E il civismo da bravo cittadino che sa scegliere ad ogni occasione il miglior comportamento è solo la base, non me lo vendere come un grande impegno.
Seconda cosa: io non imputo proprio niente ai precari. Semmai (visto che faccio parte della categoria) il contrario: i precari sono vittime di una situazione che li priva della propositività verso il futuro. Non ti preoccupare, ho letto Steinbeck (te lo consiglio, dopo Il principe un po’ di America della grande depressione ti riporta con i piedi per terra) e so che il noi è dei poveri, l’io di chi ha… Ma il noi mancato dei precari è un’altra cosa: è l’impossibilità pratica di pensare al noi, l’incapacità di fare moltiplicazioni, non la logica della somma – della necessità – che invece rimane ed è tra i grandi meriti di sempre dei ceti più poveri (ricorda Pasolini: la nobiltà esiste solo ai livelli più bassi e a quelli più alti. In mezzo sta il torbido). Spero di essere stato abbastanza chiaro. Nel dubbio: i precari sono vittime, le vittime non possono pensare al futuro ergo i precari non possono pensare al futuro… Meglio con Aristotele?
Quanto alla carriera politica di Walter e ai suoi presunti intrallazzi… ma per chi mi hai preso, per uno sprovveduto? So benissimo come funziona il governo di una città, se non altro per lavoro. Ma non mi risulta che Veltroni sia indagato (per favore adesso non tirarmi fuori la storia della magistratura rossa) ancora. Quanto a Roma: la viabilità impazzita l’hanno creata i vari Carraro e Co, e molto difficilmente l’urbanistica di Roma prevede grandi miglioramenti. Inoltre non mi pare sia Veltroni a parcheggiare in doppia fila sulla Marconi, ma altri 250mila cafoni. Il potentissimo Caltagirone ha semmai altri agit prop politici…ti devo ricordare con chi è sposata la figlia? Per il resto, Roma cresce al doppio della media nazionale e Veltroni ha convinto anche molti nel campo avverso. Non mi sembra poco.
Un’ultima cosa: non mi piacciono le battaglie combattute a suon citazioni ad effetto, anche se come vedi le so combattere. Preferisco rispettare le basi (si dice rinnovamento…non rinnovazione), e preferisco misurarmi su terreni più pratici. Se vuoi la mail ce l’hai, e possiamo parlare di libertà finchè ti pare. Altrimenti vorrei riportare questo blog al motivo per cui è nato: proporre chiedere e suggerire. Senza che diventi uno spazio per offendere o una discussione da bar.
Continueremo, non ti preoccupare.
Saluti,
fabio, unodisei
Febbraio 19, 2008 alle 5:39 pm |
Sono molto felice di vedere affluire commenti alla nostra lettera, positivi, negativi, in accordo, in disaccordo. L’importante è che se ne parli, di politica, che si smetta di delegare responsabilità, oneri e colpe agli altri. A chi la politica la fa. Troppo facile. Ho notato che spesso il tono della nostra lettera è stato tacciato di eccessivo ottimismo, di facile illusione, di una speranza di miglioramento che invece trova scarso riscontro nella vita politica quotidiana. Non è così. E’ che sempre, sempre, il presupposto di partenza deve essere il migliore dei modi e dei mondi possibili, chè sempre si fa in tempo a scendere a compromessi. E proprio di compromessi vorrei parlare. E’ troppo semplice starsene in tribuna a criticare, quando invece la politica per definizione richiede e prevede il compromesso come mezzo per la realizzazione del bene comune. Tutto sta nell’accordarci su quale riteniamo essere un compromesso accettabile e quale no. Allora magari possiamo discutere di questo, del nostro personale e civile e politico senso del limite invalicabile. Grazie a chi scrive e a chi legge. Marta. Unodisei.
Febbraio 19, 2008 alle 10:50 pm |
Io credo che il presupposto di partenza debba essere la realtà, per quanto triste e insopportabile questa sia. Mi dispiace che il tono della discussione nei miei confronti si sia tramutato, come nella migliore tradizione elettorale,nel più classico o con noi o contro di noi. È proprio questo che mi risulta insopportabile della politica, il ragionare a blocchi, a caselle, etichette. Mi è stato consigliato di comprare una bandana rosso nera (milanista?) e di unirmi al “popolo della libertà”, come se la possibilità di uno sguardo obliquo fosse improponibile se non incivile. E poi, non ci sono anche fra di loro i precari vittime di politiche tutte incentrare alla “produttività”? Non mi piace chi divide fra buoni e cattivi, svegli e dormienti, giusti e sbagliati, perchè è così che si alimenta il dominio delle cose sulle persone. Ho letto Furore quando avevo 14 anni e l’ho amato, anche se ho potuto capirlo solo 10 anni dopo quando ho studiato le cause monetarie che hanno portato alla disperazione il popolo americano. È incredibile come dei semplici pezzi di carta possano determinare le relazioni fra gli esseri umani. Ed è ancora più sconcertante vedere come quella stessa disgregazione si stia riproponendo su scala globale. Vedo un mondo in disfacimento e molti uomini, in niente migliori di me, proporsi come i messia che ci condurranno fuori dalle tenebre. Ma per vedere la luce basterebbe aprire gli occhi e smettere di odiare senza neanche conoscersi. Gli intrallazzi di Veltroni non sono intrallazzi, e infatti nessun fascicolo è stato aperto contro di lui, ma regolare attività amministrativa. Come si diceva un tempo, resta comunque aperta la questione morale.
Quanto alla precarietà, io ho deciso di non aspettare, come un bamboccione, e di affrontare ugualmente l’avventura di essere genitore sapendo gli ostacoli di cui è disseminato questo cammino. Ho ammirato i politici litigare sul nostro stato di famiglia o meno. Mi sono sentito negare questo attributo senza nemmeno una spiegazione. E non mi importa. Ho comunque la mia dignità.
per concludere mi scuso ancora se il mio precedente commento suonava offensivo, non era la polemica il mio interesse ma i fatti. quanto alle citazioni, ho cercato machiavelli su wikipedia ed è venuta fuori la frase di cicero che, a mio avviso, calzava a pennello. tutto qui. era superflua, ma non ho saputo resistere
Febbraio 19, 2008 alle 11:13 pm |
Al contrario caro Catcher (e poi chiudo, o diventa noia), gli sguardi obliqui sono ben accetti, l’importante è che osservino per costruire piuttosto che smontare senza alternativa. Detto questo abbandono la contesa (ribadisco senza ironia, possiamo continuare per email) con serenità e senza essermi mai sentito offeso. Quanto ai soldi, i pezzi di carta e le conseguenze… pienamente d’accordo. Magari una sera ci vediamo a cena e ne discutiamo… che ne dici?
a presto
fabio – unodisei
p.s. mai voluto mettere noi contro di loro… anzi, mi piacerebbe fossimo tutti per qualcosa…
Febbraio 19, 2008 alle 11:25 pm |
…come a dire lasciateci lavorare… ma sul serio sei convinto che l’unica alternativa sia water? è veramente un alternativa? mi dici una sua proposta reale sulla qual poter discutere?
Febbraio 20, 2008 alle 9:07 am |
te ne dico due: salario minimo a 1000 euro e svecchiamento delle liste elettorali con l’introduzione a capolista dei giovani e i vecchi dietro.
Veltroni non è l’unica alternativa, semmai l’unica concreta possibilità di governare per chi come me si sente di sinistra senza sentirsi comunista alla maniera di Diliberto o centrista alla maniera di Dini e Mastella. In più ha introdotto un cambiamento non male nella logica (nella prassi staremo a vedere) dell’organizzazione politica. Lo giudicheremo, non ti preoccupare, non staremo ai suoi piedi…
(…non era un “lasciateci lavorare”… solo non voglio monopolizzare una cosa che non è solo mia)
a presto,
fabio – unodisei
Febbraio 20, 2008 alle 9:22 am |
ok, va bene che ci piaccia mugugnare, ma non esageriamo.
d’altra parte una sfiducia così diffusa è sintomatica, e se uno ha la peste, è inutile che se la prenda coi bubboni.
senza entrare nel merito dell’iniziativa grillina (che personalmente capisco, ma non condivido), se molti chiedono una eliminazione dell’attuale classe politica, e alcuni aggiungono anche particoloari sui leoni e sui tori selvaggi da usare nel processo, vuol dire che una profonda diffusissima arrabiata sfiducia c’è.
Ma cerchiamo di essere costruttivi, come dice marta, e vediamo come ottenere qualche guadagno dalla situazione.
1) in campagna elettrorale una serie di discorsi di “mea culpa” è una mossa che costa poco e potrebbe far guadagnare qualche simpatia nel capo dei delusi. Attenzione: inneggiare al “dovere civile di andare a votare”, alla responsabilità degli elettori su che essi hanno eletto, ecc, cono cose che fanno infuriarequesto settore di popolazione che (a torto o a ragione, non entro nel merito) si sente bastonata e poi anche presqa per i fondelli. tener presente che:
a) non ci si deve aspettare risultati clamorosi: (+1-2% se va bene): il processo di sfiducia è tale che ci vogliono almeno 2 legislature “fatte bene” per recuperare qualche cosa di piu
b) è una cartuccia che si può sparare una volta sola: dalla campagna elettorale successiva diventa già materia di accuse: avevate detto.. e invece…
2) che cosa vuol dire 2 legislature “fatte bene”:
a) se si è all’opposizione:
i) non fare opposisizione. cercare l’intesa su alcuni temi importanti e qui appoggiare il governo. evitare le manovre di proroga dei voti, di ostruzionismo, che dallaopinione pubblica vengono guardati con indubbio fastidio
b) se si è al governo:
i) chiamare 1-2 membri della opposizione a far parte del governo
ii) causa grande rabbia il vedere il primo anno e mezzo del governo passato a disfare quallo che ha fatto il precedente. evitarlo
iii) idem per il ricambio del personale di ministeri, assessorati, comuni, usl, ecc
iv) fare 1-2 processi politici, altamente spettacolarizzati, a personaggi della propria parte, che si devono concludere presto e con pene severe (>10 anni, nessuna condizionale). non è un discorso giustizialista, e neanche interessato all’effettiva colpevolezza degli imputati. perdonate il cinismo: la folla chiede sangue. dopo una simile pressione, deve finire in catarsi.
Se la mia analisi è corretta, misure del genere prevedono un riavvicinamento alla politica graduale e una riduzione dei “disillusi arrabbiati” che non vanno a votare (a partire dalla seconda legislatura, con un tasso del 2.5-3% a legislatura). il grosso di questi “nuovi voti” andrebbe presumibilmente alla coalizione che sa toccare meglio queste tematiche (= che le ha attuate in maniera più efficace e spettacolare. ).
Penso che non farlo, invece , significhi il prolungamento dell’attuale processo di erosione dei votanti (-1% a legislatura? ).
scusate i cinismi
Febbraio 20, 2008 alle 9:33 am |
Nono stante la lunghezza dell’intervento, mi sono dimenticato qualche cosa.
Ch processare? Gente odiata. Bassolino da una parte e Previti dall’atra può essere un esempio. è importante, però, che siano condannati “dai propri” e non “dall’altro”
Febbraio 20, 2008 alle 10:57 am |
L’idea del processo, benché faccia molto Robespierre, mi pare esagerata. La magistratura è e deve essere indipendente dala politica. Per i vari Mastella, Previti e compagnia bella farà il suo corso e stabilirà colpevoli e innocenti. E questo potrebbe essere un tema sul quale discutere a lungo e seriamente.
Comunque…in realtà mi sono seduta a scrivere per fare una proposta a tutti i visitatori di questa pagina: come Marta trovo bello e costruttivo il confronto in questa sede, ma vorrei che ognuno di noi e di voi riuscisse ad ANDARE OLTRE.
Mi spiego: noi ci siamo ritrovati in sei intorno ad un tavolo, abbiamo discusso, ognuno aveva posizioni diverse, siamo riusciti (talvolta con fatica) a trovare un compromesso fra le varie idee e scrivere le poche righe sopra.
PROPONGO adesso a tutti i lettori di fare lo stesso, di incontrarsi a cena (la formula è buona ve lo assicuro, si mangia, si scherza e d’un tratto ci si trova a discutere seriamente) e SCRIVERE una lettera con le proprie esigenze, idee e proposte al buon Walter e pubblicarla anche su questo blog che potrebbe divenire davvero un contenitore di progetti validi e di sane opinioni di cittadini comuni.
Inoltre il confronto vis à vis con gli altri aiuta a capire meglio le proprie ragioni oppure a cambiarle. Serve a crescere e credo che tutti noi elettori siamo chiamati a compiere questo sforzo. Ora.
beatriceunodisei
Febbraio 20, 2008 alle 12:52 pm |
Beh dai… tanto diverse le vostre posizioni non erano…
Comunque sapete bene che quando volete io sono disponibile… e prometto che sto tranquillo e non tiro in ballo la chiesa!!!
…. lo so lo so… non dovrei promettere cose che poi non riesco a mantenere!
Guido
Febbraio 20, 2008 alle 11:09 pm |
http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/index.aspx?t=/attivati/default.htm
Ho bisogno di te!
Convinci 5 amici a votare per il PD
“Il coraggio trasforma le nostre vite, e spesso rende possibili i nostri desideri.
La volontà di CREDERE nasce dalla speranza di cambiare noi stessi e le persone che amiamo. Ho il diritto di SOGNARE un altro cammino. DEVO CREDERE nel mio Paese. Voglio un futuro diverso e questa è la mia opportunità.”
Febbraio 21, 2008 alle 12:52 am |
[...] la visibilità in queste sere sono stato più attento del solito ai blog che mi vengono proposti. Un paio di sere fa il premio è arrivato ed ho avuto modo di partecipare allo sviluppo in uno di que…. Ho aspettato un pò prima di scriverne e quindi espormi. Un pò per la paura di aver preso un [...]
Febbraio 21, 2008 alle 8:24 am |
ciao mitici tutti,
oggi i radicali sono entrati nel PD
questa per me è un’ottima notizia
equivale a garantire una certa apertura verso posizioni laiche
e poi nei radicali c’è gente tecnicamente con i controcoglioni (vedi bonino)
del resto l’alternativa al PD qual’è?
io personalmente sto cercando di convincere tutti gli amici arcobaleno che ho a pensarci su e a non regalare a berlusconi e fini altri 5 anni di governo
è questa la nostra opportunità
mancano meno di 2 mesi
coraggio è il tempo della campagna elettorale
diamoci da fare e conquistiamo elettori
ciao ciao g
Febbraio 21, 2008 alle 9:41 am |
http://it.wikipedia.org/wiki/Fanatismo
le alternative quando non esistono andrebbero ricercate. veltroni è la cura della democrazia quanto il prozac della depressione. ci sono mille motivi per non farsi illusioni su veltroni, primo fra tutti il devasto di roma http://www.youtube.com/results?search_query=roma+occulta&search_type= , ma in voi stipendiati o meno che siate, non c’è spazio per alcun dubbio. la discussione è una non discussione tutta volta a sostenere che veltroni è l’unica soluzione alle nostre miserie. i toni sono quelli di una setta alla ricerca di adepti. Magari riuscirete ad assicurare le x per il vostro guru, anche se ne dubito, ma questo non vi renderà la vita migliore (tranne per gli stipendiati naturalmente).
« Il fanatismo è un dubbio ipercompensato. »
Jung
Febbraio 21, 2008 alle 10:00 am |
Insomma ragazzi (e parlo per tutti), la discussione è interessante fino a quando non diventa uno sproloquio infantile stile ping pong, peraltro ogni tanto anche offesivo.
Quindi, se ne siamo capaci, tentiamo di evitare attacchi o prese in giro personali.
Un appunto per cat. (il nome è troppo lungo)
io sono l’uno dei sei che meno crede nella politica;
quello dei sei che si è dimostrato più reticente quando s’è parlato di mettere nero su bianco i nostri consigli/commenti/aspettative politico-sociali;
l’unico dei sei, e qui la finisco, che non ha sempre la pazienza di leggersi una pappina di giochetti di logica.
Ma un blog è anche questo, e lo accetto.
quindi bem libero di proseguire con le tue illazioni di “setta”, “guru”, “falsi precari”. Ma non portano a molto. Meglio un confronto serio. Se alla fine avrai ragione tu, tanto meglio.
Febbraio 21, 2008 alle 11:37 am |
Ragassuoli miei… voi non siete abituati ai forum, ve l’ho sempre detto che dovete girarci più spesso per la rete.
Al primo “flamer” che passa gli date pure retta.
Non ha apportato nulla alla discussione e cerca solo di scaldare gli animi.
A tutte le richieste di spiegazioni su come si otterrebbe un mondo migliore ha rilanciato con altre affermazioni da posseditore della verità assoluta… tipo i cattolici!
Lasciatelo dove sta.. e sbattendomene della democrazia , come sicuramente dirà… gli cancellerei anche i post!
P.S. qua i Guido sono 2… io sono quello cattivo e anticlericale che viene pagato un sacco per giochicchiare con il computer!
Febbraio 21, 2008 alle 2:57 pm |
caro guido il sono l’altro, quello con la g-minuscola.
che lavoro fai?
non ci sarebbe un posto anche per me dove lavori tu
ciao ciao
g.
Febbraio 21, 2008 alle 6:48 pm |
Paola e Rocco dicono
calma ragazzi, noi siamo dei dinosauri, che fate, volete lasciarci indietro? Ci diverte molto questa forma di comunicazione “frantumata”, ma anche ci angustia e ci costringe a un’ottica piccola, a navigare a vista. Pensiamo che dovremmo riuscire a fare uno sforzo per mettere ordine e per avere una visione complessiva, dovremmo cercare di non sovrapporre e confondere piani diversi.
A tutti i delusi, gli afflitti, gli orfani (e chi più ne ha più ne metta) ricordiamo che, come si dice, arriva un momento in cui o si fa di tutto per vivere, o si fa di tutto per morire; siccome non ci sentiamo ancora nella seconda situazione, continuiamo a pensare che si debba fare di tutto per vivere. In questo “vivere”, per noi, ha grande spazio la dignità, e nella dignità del vivere ha posto anche la politica che non ci sentiamo ancora di delegare a nessuno. E’ da quando è nata la Lega che soffriamo per il continuo degrado del livello della politica, specchio dell’imbarbarimento della vita e della società civile, un baratro che sembra senza fondo. Ci basterebbe che il PD rendesse questo paese un po’ più civile (anche solo con la “c” minuscola), lo considereremmo un grande risultato perché se non si passa da lì non si va da nessuna parte. Insomma è necessario completare il processo di modernizzazione del paese prima di poter pensare a farne qualche cosa di diverso.
Ascoltiamo con attenzione e rispetto tutti quelli che guardano a sinistra (come fanno mia figlia Cecilia e suo marito Alessandro, rispettivamente settediseicittadiniacena e ottodiseicittadiniacena). Uno dei motivi che ci convince della necessità della costituzione del PD è che in questo modo si apre uno spazio di riflessione a sinistra di cui più che mai si sente il bisogno e all’interno del quale speriamo di poter trovare la nostra naturale collocazione. Anche se riconosciamo che questa volta la sinistra oltre il PD si è comportata correttamente nei confronti del governo Prodi, peccando solo di eccessivo protagonismo verbale, nel complesso questa sinistra arcobaleno non ci convince:
- non vediamo grandi riflessioni e discussioni; ci sembra che vadano avanti con la testa rivolta all’indietro, dando per scontato un impianto teorico, politico e di valori che andrebbe invece passato al vaglio e ridiscusso
- li sentiamo arroganti e troppo “di parte”, quasi come se fossero una lobby: secondo noi, quando un esponente politico decide di andare in parlamento non può permettersi di tenere solo il proprio punto di vista, deve invece assumere quello del bene comune, difficile sintesi di diversi interessi
- avrebbero dovuto lasciare il simbolo dell’arcobaleno al legittimo proprietario (come dice Cecilia) e cioè a quel composito popolo della pace di cui facciamo parte in tanti, tutti diversi
- in questo momento l’unico che può vincere è il PD e su di lui vanno convogliati i voti
Tutti quelli che desiderano parlare dei massimi sistemi dell’universo sono sempre stati i benvenuti a cena a casa nostra, e lo sono anche ora, ma vi preghiamo di non confondere i livelli: stiamo parlando delle prossime elezioni politiche e sappiamo tutti che non sarà certo Walter a cambiare il mondo. Quando parliamo del governo possiamo esprimere pareri sul debito pubblico, sul lavoro, sulla formazione e la ricerca, sulle liberalizzazioni, sulla giustizia, sulle tasse, sui rifiuti e quant’altro dello stesso tipo. Ce n’è più che a sufficienza. Ben venga il nostro contributo alle riflessioni su come cambiare il mondo, ma evitiamo di scaricarlo sulle spalle di Veltroni. Sono le nostre spalle e le nostre teste che devono farsene carico e le domande devono essere quelle giuste: cosa ne facciamo del modo di produzione capitalistico? Qualcuno ha in mente altri modelli proponibili? Possiamo mantenere ancora l’attuale modello di sviluppo? Cosa facciamo della democrazia e dei suoi limiti? In che relazione devono essere l’economia e la politica? Quanto deve pesare l’etica sulla politica? Come conciliare l’etica individuale con quella pubblica? Siamo consapevoli del fatto che le società avanzate si trovano di fronte a una sfida che mai prima d’ora l’umanità aveva dovuto affrontare: l’uomo, liberato dal bisogno, sarà in grado di farsi guidare dalla propria ragione? Come attrezzarci per rispondere all’enorme quantità di informazioni che la scienza sta accumulando sull’uomo e sulla vita? Saremo capaci di pensare un nuovo concetto di essere umano più corrispondente a ciò che sappiamo di lui e del mondo? E via così.
Infine a tutte le donne Paola dice: giù la mani dalla 194 e dal corpo delle donne. Ma su questo si tornerà in un prossimo contributo
Paola e Rocco, Duedisei
Febbraio 22, 2008 alle 12:31 am |
Cari amici,
vi ho letto l’altro giorno. 14 commenti e stasera sono già raddoppiati.
L’idea mi piace. E’ un’altra di quelòle occasioni che vado cercando per scambiare opinioni e farmi/farci venire idee.
Provo a dire.
Intanto solo chi non vi conosce può pensare che in quella casa non entri vino buono…
Poi aggiungo che vivo con piacere e sopresa il fatto di constatare che pure a distanza dopo mesi di silenzio ci ritroviamo sempre più vicini.
Io non penso che il problema sia Veltroni (water come freudianamente ha scritto qualcuno). Non ho bisogno di guide o di modelli.
Il problema siamo noi, i cittadini, appunto.
In quello che sta succedendo in questi giorni il bello è la rottura di un ordine dato, di una staticità della politica che stava prosciugandoci tutti.
Non so se è stato bravo il Walter o il suo stratega segreto. Ma le carte si sono sparigliate, le regole sono saltate e con esse naturalmente le identità (quelle di schieramento).
E’ come passare la spugna con il detersivo.
Ma il resto tocca ancora a noi. La politica è cosa della polis. E come me tanti altri si sentono polis e in questi ultimi anni non hanno riconosciuto nella politica la dimensione della polis. Diciamolo che anche a sinistra la logica del potere ha offuscato la mente, i progetti, l’idea di scopi e obiettivi, di risultati.
Di questo e di altro mi piacerebbe parlare in questo blog.
“Rifondare la politica” mi proponevano degli amici romani per un gruppo di studio. Forse è idea un po’ troppo ambiziosa. Ma possiamo mettere numerosi tasselli per riuscire alla fine a dare un senso al mosaico.
Ognuno di noi metta i suoi.
Come si gestisce il potere? Quali rapporti di alleanza? Quali rapporti con le opposizioni?
E il potere economico? E quello sindacale?
Io, intanto, che vengo da lontano (in senso anagrafico) prima di sapere del blog, avevo organizzato per domenica prossima a pranzo da me una rimpatriata con sette, otto persone che non vedo da tempo e che con me hanno fattop i primi passi nell’impegno politico (quaranta anni fa?).
Come vedete, l’idea del convivio non ha limiti…
Febbraio 22, 2008 alle 2:28 am |
suggerimento di un’inesperta di blog: lasciar andare i battibecchi e quelli che hanno solo voglia di brigare.
Non nutro soverchie illusioni sulla politica e chi la fa. La considero, la politica che sta a indicare qualcuno che comanda, o governa o amministra ecc. ecc.- un male necessario. Credo nella politica viva, di chi pensa, fa bene il proprio lavoro, non si arrende alla bruttezza, non si barrica nelle proprie convinzioni, fa ponti e non barricate, evidentemente una politica non dei politici di professione ma che tiene d’occhio quella politica e interloquisce con essa.
Non so se il PD è nato per opportunismo dei politici ma penso che forse può diventare un’opportunità .
Se il PD fosse la pentola che ha fatto il diavolo, NOI possiamo sempre fare il coperchio. Eppoi, senza pensare che WV abbia chissà quali requisiti, il PD ha già cambiato la scena – negli ultimi anni intollerabilmente squallida- della nostra politica. L’ ha cambiata con questa coraggiosa scelta di andare da solo .
Lo so che ci vuole BENALTRO, ma è morto da tanto tempo.
Da dove mi trovo, vi assicuro che mettere mano all’Italia, sembra un’impresa titanica.
Il PD è una chance, diamogli una chance, senza crederci troppo ma senza perdere di vista l’essenziale
Febbraio 22, 2008 alle 8:51 am |
Chiedo scusa a Paola, Rocco, Enzo e Brasileirinha per avere fatto aspettare i vostri commenti. Purtroppo ieri sera non funzionava internet… Passo ad altro, visto che mi sembra che dagli ultimi tre commenti emerga una cosa molto chiara: “noi”.
Che cosa possiamo fare noi? Voglio dire: che cosa possiamo fare in PIU’, rispetto ad essere cittadini onesti, che pagano fino all’ultimo centesimo di tasse, che fanno la raccolta differenziata, che non chiedono favori e che si fermano sulle strisce…che vivono in generale secondo onestà e coscienza civile?
Punto primo: facciamo quanto sopra? Lo facciamo abbastanza?
Punto secondo: sapendo che BENALTRO è morto da tanto tempo, e ci piange il cuore ogni volta a ripensarci (non so voi ma io quando penso a BENALTRO penso a Berlinguer), come possiamo trovare un modo di fare qualcosa? Qualcosa che colmi il vuoto che il Pd, per ovvi e vari motivi, non riuscirà mai a colmare?
All’inizio della settimana prossima se tutto va bene ne discuteremo di fronte ad una cena luculliana… Pubblicheremo sul blog ogni idea che ci viene in mente. Intanto, se qualcuno ha suggerimenti sono bene accetti…
fabio, unodisei
Febbraio 22, 2008 alle 9:40 pm |
Mi è molto difficile inserirmi in una discussione attraverso uno strumento (e gli strumenti che si usano non sono irrilevanti rispetto al risultato) che non maneggio per niente e che mi sembra, dopo una affrettata lettura, molto (troppo) vicino alle assemblee della mia giovinezza. Molto parolaio con tutte le buone intenzioni, ma sempre molto compiaciuto di sè e della propria capacità di giocare con le parole. Un po’ come il “buon” D’Alema per capirci.
Mi è molto difficile inserirmi anche perchè conosco e voglio bene ad almeno tre dei sei e quindi mi sento spiazzata alquanto.
Quindi lo strumento non mi appartiene così come mi appartiene poco questa realtà e la relativa comprensione di essa.
Ero in piazza a Treviso quando un sabato di un mese fa alcuni scrittori hanno letto per protesta e mi sono incazzata da morire perchè volevo i microfoni, almeno, se non proprio le bandiere …
Che cosa si va inpiazza a fare se non si ha nemmeno la voce fisica per gridare le proprie ragioni? Mi sbagliavo. Da questo e da altro ancora è nata una iniziativa che sta raccogliendo larghissimo consenso ( in due giorni più di 2000 firme) e che funziona più di ogni manifestazione cazzuta. A proposito: andate a firmare al loro sito (www.trevisocittaperta.net).
E non è solo questo che mi fa sentire spiazzata e priva di strumenti di compresione reale: perchè davanti al discorso di Spello mi sentivo come il lupo di Gubbio? Forse è solo il mio brutto carattere …
Febbraio 22, 2008 alle 10:48 pm |
non basta, non basta pagare le tasse, fare onestamente il proprio lavoro e la raccolta differenziata; non basta ma se questo modo di pensare e agire fosse il grado zero della cittadinanza, esteso senza gloria, come una noiosa abitudine a buona parte degli italiani saremmo a buon punto. Se la politica,, che finora hanno avuto la colpa di mandarci SEMPRE segnali contraddittori rispetto a questo grado zero( non parlo mica solo del Berlusconi in sè – o in me – come diceva Gaber, parlo dell’ ambiguità dlle scelte, dell’opportunismo, dell’inefficacia, soprattutto, perchè nella politica abbiamo visto fare e dire una cosa e il suo contrario) cominciasse a mostrarsi efficace e coerente, forse saremmo già al grado zero, oltre il quale c’è guadagno!. Andiamo a risentirci l’intervista di Meneghello a Paolini, quando parla della polica trovata in GB, dove si aspettava conservatori e reazionari e trovò tutti, tutti pronti a scompartire le difficoltà e la penuria del dopoguerra.
Ecco, alla politica chiederei quasi solo questo, di specchiare quel meglio che c’è in questo Paese, W V può farlo? W V è in grado di parlare nella lingua limpida del nostra Costituzione? dietro di lui c’è qualcosa che somiglia lontanamente a quella fase costituente? Dobbiamo scommettere di si. ed essere costituenti, a nostra volta.
Febbraio 23, 2008 alle 12:00 am |
[...] ferrara, lotta continua, palinodia, pd, psyop, veltroni, veltrusconi @Beatice e allo staff di seicittadiniacena Non credo che tu sia stipendiata direttamente del partito ma che, anche attraverso il precario [...]
Febbraio 23, 2008 alle 5:11 pm |
Conosco Paola, Rocco e l’allegra brigata da parecchi anni. Ne ho spesso apprezzato i suggerimenti e gli spunti, ne ho sempre ammirato la vitalità battagliera, sincera e pulita. Perciò ancora una volta, leggendo questo intenso scambio di opinioni da loro indotto, ne riconosco lo spirito e ritrovo tra i miei ricordi altre serate di scambi e di confronti sempre arricchenti. (Lo dico in particolare a “catcherintheriot” che probabilmente non avendo conosciuto nessuno dei sei non può immaginare che esistano anche persone così nel mondo, ma ci sono e talora si è fortunati nell’incontrarle).
Grazie ancora una volta per questo vostro contributo, grazie per aver mosso tutti, favorevoli e contrari, grazie per averci dato lo spunto, originale e creativo come sempre, per parlare e discutere: essere “motori” nell’esistenza non è facile ma fondamentale!
A noi ora il compito di scuoterci, di esserci e di smetterla di lamentarci e basta. E’ciò che dico sempre ai miei ragazzi a scuola: stasera qualcuno lo ha ricordato a me…
Febbraio 23, 2008 alle 5:32 pm |
Ciao, sei personaggi in cerca d’autore!
La prima cosa la voglio dire a Rocco: va’ in pensione, e anche presto, prima che l’uno o l’altro dei contendenti abbassino i coefficienti per il calcolo pensionistico (lo so che mi dirai “non si vive di solo pane”; infatti, è vero, ma il Brunello che qualcuno vi consiglia costa!). E poi, come puoi sopportare oltre questa buffonata dei corsi di recupero con annessi e connessi di scartafacci?
La seconda cosa la dico a tutti noi insegnanti, pensionati compresi: è meglio che nessuno, a sinistra (?) o a destra, metta mano alla scuola: fanno solo danni, almeno da Berlinguer in poi.
Per il resto sono ovviamente d’accordo con voi, anche se nei riguardi del PD e di Veltroni ho la puzza al naso. Però so già che andrà a finire che, turandomi quest’ultimo, li voterò, per disperazione e con modeste speranze.
Un caro saluto alle ex bambine che in parte ho visto crescere.
P.S.: il buon Prodi mi ha cancellato la defiscalizzazione del GPL, unica fonte di energia che arriva da queste parti nord-montelliane; uno scherzetto da 20% di aumento della bolletta. Anche questo non è stato pubblicizzato!
Con immutata stima ed affetto, Carlo
Febbraio 23, 2008 alle 9:19 pm |
cara la mia cara gente
senza fare troppo lunghe spatafiate, vorrei manifestare il mio sentito disaccordo soprattutto sulla questione del “voto utile”.
ora, dico io, la sinistra fa un’alleanza di governo, ingoia rospi a tutta manetta – con notevole incazzatura dei propri elettori, quorum ego – ma si sa, la politica è l’arte del possibile, non si può far cadere prodi ecc. ecc. dopodick il mastella e chi per lui ci pensano loro a far cadere il governo.
allora il walter viene a spiegarmi che non siamo più nel 53, che operai e padroni non sono più in conflitto (quando mai!) ma siamo tutti sulla stessa barca, che bisogna ridurre le tasse e la spesa pubblica (questa l’avevo già sentita), che è ora dell’”ambientalismo del fare” (ghrspzlf!!), mi mette la TAV fra i 12 punti qualificanti del programma…e per fare ciò decide di liberarsi della “zavorra” della sinistra, che ben si sa fa tanto vetero. e fa la bella pensata di “correre da soli” (che poi, visti i vari “accorpamenti” dell’ultimo periodo, mi sembra più che altro un eufemismo per dire “correre senza la sinistra”).
e a questo punto dovrei non votare fausto per “non fare un favore a berlusconi?”
ma scherziamo? (fra l’altro non dicono tutti che è ora di finirla con le contrapposizioni, che bisogna “scrivere le regole insieme”? l’antiberlusconismo si tira fuori solo quando fa comodo?).
dunque andrò a votare ’sta “sinistra arcobaleno”; non sarà un granché entusiasmante, ma almeno farò il possibile perché non venga cancellata dalla faccia della terra la sinistra italiana.
poi, succeda quel che può
pace e bene
udmc
Febbraio 25, 2008 alle 2:44 pm |
Ciao Udmc,
Sono daccordissimo con te, ma devo ammettere che molto probabilmente voterò walter per il semplice fatto che il programma della sx arcobaleno non si è ancora visto, percui poco è meglio di niente.
Ti risparmio la ricerca:
http://www.sinistraarcobaleno.org/materiale/faq-domande-frequenti/
Senza parlare che un fausto, per quanto bene gli voglia, a presidente del consiglio non è che me lo auguro come quindici anni fa quand’ero iscritto a RC.
Oltretutto devo ammettere che, pur partendo prevenuto, la campagna elettorale del PD mi sembra migliore di come la immaginavo, spero di non dovermi ricredere.
… e comunque diciamocelo… un 2001-2006 in italia non lo voglio rivivere, piuttosto prendo una delle offerte estere che ogni tanto mi capitano e faccio scappare anche il mio cervello che se sono arrivato a votare un democristiano come Prodi solo perchè è una persona onesta, è già scappato da tempo!
Guido
Febbraio 26, 2008 alle 2:23 am |
http://www.spoletonline.com/index.php?sezione=articolo&azione=leggitutto&id=47645&from=&paginafrom=
Il governo pure se caduto continua a votare decreti e leggi. oggi, dopo l’approvazione di tre giorni fa alla camera, andrà in “discussione” il rifinanziamento delle missioni militari. I verdi e sinistra democratica si sono astenuti, i comunisti hanno votato contrario. Tutto il resto, compatto ha votato il si. I media non ne hanno parlato, preferendo raccontarci di questi afgani folli che sparano contro gli eroi che portano “aiuti umanitari”. Hai ragione guido, questa campagna elettorale è qualitativamente superiore rispetto alle passate, molto più sottile ed avvolgente.
Febbraio 26, 2008 alle 9:42 am |
Ecco dov’era finito il flamer! Mitico!
Veramente se segui tg e giornali se n’è parlato eccome della rifinanziazione della missione, con la quale personalmente non concordo, anche se devo ammettere che la Nato ha il suo peso.
Oltretutto non è stato il governo a farlo ma il parlamento.
Ma se ti piace pensare a chissà quali macchinazioni ti auguro buon divertimento, continua ad allietarci con le tue splendide divagazioni.
Guido
Febbraio 26, 2008 alle 12:00 pm |
Ok, faccio sempre la figura del complottista. Evidentemente quando si fanno certe affermazioni bisogna motivarle. I giornali ne avranno anche parlato, anche se non mi è capitato di leggerne, ma di sicuro non hanno snocciolato i dati che magari avrebbero causato qualche malumore in questo periodo di “vacche magre”. L’italia ha attive in questo momento 27 missioni all’estero per un costo complessivo di +-1010 milioni di euro. Il solo afghanistan ci costa 337 mln di euro, 27 in più rispetto lo scorso anno. NIente male per una guerra basata sulla psicoballa bin laden (ma qualcuno lo cerca ancora?) e che viola ogni trattato internazionale. L’italia in teoria potrebbe fare guerra solo per difendersi o sbaglio? Ma i nostri leader guardano avanti, e per il futuro è stata riaperta la stagione degli armamenti con il finanziamento della portaerei Conte di Cavour, di 10 nuove fregate e 121 caccia Eurofighter F-35. Non ricordo alcuna discussione a riguardo, ma forse ero troppo preso dalle mie macchinazioni per accorgermene.
Febbraio 26, 2008 alle 4:05 pm |
A voi tutti: avete firmato il manifesto per Treviso città aperta?
Se non lo avete fatto, andate al sito http://www.trevisocittaperta.net leggete il manifesto e firmatelo!.
Siamo già oltre tremila.
Carlo
Marzo 1, 2008 alle 5:42 pm |
segnalo che adesso il programma della sinistra arcobaleno è agevolmente consultabile sul sito “ufficiale” della sinistra arcobaleno stessa.
consultate, confrontate e valutate.
salud
udmc
Marzo 2, 2008 alle 3:42 pm |
un paio di spunti per “vivacizzare” la discussione…oggi a pagina 10 della repubblica il generale del vecchio – fresco candidato del pd – afferma: “l’ultimo governo di centrodestra i fondi alla difesa li aveva tagliati, questo governo di centro-sinistra li ha ripristinati”. che benòn!
nella pagina a fianco si riporta citazione del walter: “siamo riformisti, non di sinistra”. come diceva mio nonno buonanima, “basta saperlo”.
policromi saluti
udmc
p.s. poi magari qualcuno avrà la pazienza di spiegarmi l’accezione attuale del termine “riformista” perché io non sono ancora riuscito a capirla…
ri-saluti
u.
Aprile 2, 2008 alle 4:20 pm |
Carissimi,
da pochi giorni sono venuto a conoscenza di questo blog. Le ragioni, lo ammetto, non sono molto comunicative, ma in origine, almeno, strategiche. Mi candido alle prossime elezioni amministrative di Treviso con il PD e iniziando la campagna elettorale ho immaginato di produrre il massimo sforzo, anche attraverso la personale dotazione di capitale relazionale, per mettermi in contatto con il maggiur numero di abitanti e cittadini di Treviso. Mi chiamo Giovanni Tonella, sono un giovane precario nella scuola e nell’università, e ho ricoperto nell’ultimo anno il ruolo di segretario provinciale dei DS e poi ho contribuito alla nascita del PD a Treviso. Ammetto: anche attraverso le solite lotte politihce intestine, ma che credo orientate al miglioramento della natura e del carattere del PD a Treviso e in Italia. Potrei dilungarmi ovviamente sulle ragioni per votare e sostenere il PD alle prossime elezioni politiche, per evitarci il Berlusconi ter. Ma sarebbe più interessante usare questa occasione (che spero non sia solo avvertita come intrusione) per ascoltare le vostre opinioni più o meno approfondite sulle problematiche amministrative di Treviso e per ascoltare con esse anche le vostre aspettative. Io credo che si poterbbe partire da alcuni considerazioni: 1) la Treviso leghista non è una città aperta, ma è chiusa: chiusa nei confronti del mondo, dell’Europa, dell’Italia, del Veneto, della provincia di Treviso, nei confronti dei comuni della cintura, in relazione alla prospettiva di un rapporto strategico più saldo e proficuo con Padova e Venezia, e credo, in utlimo, chiusa nei confronti dei propri cittadini più deboli (la spesa sociale del Comune è molto scarsa, basti considerare la media della spesa di città di analoga dimensione ed importanza). tra l’altro la stessa qualità del dibattito politico è bassa: il leghismo tace o insulta; 2) Treviso in questa chiusura alimenta l’incapacità di mettersi in rete per la risoluzione e la gestione di una serie di problematiche: le mucipalizzate sono per esempio più funzionali a mantenere un certo semiprofessionsimo della politica che altro; 3) Treviso è asssediata dal traffico e sembra non fare molto per potenziare soluzioni di mobilità migliore; 4) Treviso è carente sul piano delle politiche sociali, ambientali, per i giovani e per gli anziani (non siete d’accordo?): l’ambiente ed il sociale non sono nell’agenda dell’amministrazione; 5) il patrimono arstistico di treviso non sembra in realtà valorizzato appieno: per attirare un turismo di qualità servirebbe molto promuovre una immagine di treviso città d’arte in collegamento con le espressioni arcghitettoniche ed artistiche della provincia (le ville venete ecc.). Sono solo alcune considerazioni. Penso che sulle politiche amministrative si potrebbe produrre uno sforzo di benchmarking per portare anche da noi le migliori esperienze delle altre città, ma ci dovrebbe essere un atteggiamento radicalmente diverso: una sorta di rivoluzione copernicana, per cui, appunto, treviso non subisca una involuzione da grande paese autoreferenziale, ma sappia essere una città in relazione che guarda fuori di sé.
Se volete farmi alcune osservazioni ed aiutarmi nel mio viaggio di conoscenza della città, scrivete un commento. Grazie dell’ospitalità
Giovanni